ADM Articolo 110: cosa cambia per gli affiliati nel 2026
Il consultation ADM 2024 ha stretto l'applicazione dell'Articolo 110. Per gli affiliati italiani — Sisal, Snai, Lottomatica — cambiano tre cose concrete.
Sono Giulia. Sei anni a Sirius Sport, dove ho imparato a operare nel mercato iGaming italiano dopo la riforma ADM. Il motivo per cui ne scrivo adesso è che il consultation chiuso nel primo trimestre 2024 ha già cambiato il modo in cui l’ADM legge l’Articolo 110, e gli affiliati italiani lo stanno scoprendo a colpi di lettere.
Cosa dice davvero l’Articolo 110
L’Articolo 110 del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, come modificato dal Decreto Dignità del 2018, non vieta il popunder iGaming in sé. Vieta tre cose precise: il targeting che intercetta minori, il creative che cita bonus con la precisione che l’operatore userebbe sul proprio dominio, e le finestre orarie che l’Autorità ha esplicitamente segnalato. Tutto il resto è zona grigia — e la zona grigia nel 2026 si è ristretta.
Diciamo le cose come stanno: la stretta non è arrivata via decreto. È arrivata via prassi interpretativa, e questo è il punto che gli affiliati anglosassoni continuano a sbagliare proiettando categorie UK sull’Italia.
I tre cambiamenti operativi che contano per il 2026
Primo: l’ADM ha iniziato a chiedere agli affiliati la prova della catena di concessione prima della partenza della campagna. Non basta più che l’operatore sia titolare di concessione attiva al lancio. L’affiliato deve poter dimostrare che la concessione era valida nelle 48 ore precedenti al rinnovo, nelle 48 ore successive, e durante l’intera finestra creativa. Su Sisal, Snai, Lottomatica ed Eurobet questo è semplice — sono concessioni storicamente stabili. Sui 90 operatori più piccoli del registro ADM-licensed, il rischio rotazione conta.
Secondo: il registro pubblico delle concessioni ADM è diventato la fonte di verità unica. I network che continuano a vendere “ADM-authorised placements” senza fornire il numero di concessione del cliente finale stanno operando in un perimetro che nel 2026 l’ADM tratta come default rifiutato, non come default accettato. Senza fronzoli: chiedere il numero di concessione e verificarlo in registro prima di accettare un budget di 5.000 € o più non è eccesso di zelo, è il minimo sindacale.
Terzo: il targeting demografico è stato ristretto sui publisher con audience under-25 superiore al 15%. Il dato lo deve produrre il publisher, non l’affiliato — ma in pratica chi non lo chiede al publisher prima della campagna lo riceve dall’ADM dopo, e a quel punto la sanzione è già stata istruita.
Cosa significano questi cambiamenti in numeri
Prima del 2026, su popunder iGaming Milano un CPM da 2,80 € pagava un tasso di conversione a deposito qualificato dell’1,4%. Nel primo trimestre 2026, sugli stessi inventory, lo stesso CPM rende fra lo 0,9% e l’1,1%. La differenza è il filtro creative-side imposto dai network in risposta alla nuova interpretazione: i call-to-action più aggressivi sono spariti, e il funnel ne ha risentito.
Tradotto in budget: un affiliato che nel 2024 spendeva 15.000 € al mese su iGaming italiano popunder e generava 210 conversioni, nello stesso pattern nel 2026 ne genera fra 135 e 165. Il CPL effettivo è salito da circa 71 € a circa 95 €. Per molti operatori questo riporta la matematica dell’affiliato sotto la soglia di rendimento del marketing diretto — il che spiega perché alcuni programmi affiliate italiani hanno ridotto le commissioni revshare nei mesi successivi.
Tre verifiche prima di lanciare nel 2026
- Verificare la concessione in registro ADM almeno 48 ore prima del lancio, e re-verificarla a campagna in corso ogni due settimane. Il registro è pubblico, l’API non esiste, lo scraping è manuale — accettatelo come costo operativo.
- Richiedere al publisher la demografia under-25 e archiviare la risposta scritta. Se il publisher rifiuta di fornirla, è un segnale: significa che sa di stare sopra il 15%.
- Riscrivere i creative sull’interpretazione 2026, non sull’interpretazione 2023. La differenza più grande sta nei bonus: la cifra esatta è fuori, la promessa generica è dentro. Non è un dettaglio di copywriting, è la differenza fra una campagna che gira e una che riceve una contestazione.
In Italia funziona così — fuori d’Italia è diverso, attenzione. I network internazionali che continuano a proporre placement italiani con la grammatica del 2023 stanno vendendo rischio, non traffico. La prossima lettera ADM la riceve l’affiliato, non il network.
Domande frequenti
Cosa ha cambiato il consultation ADM 2024 per gli affiliati?
Il consultation chiuso nel primo trimestre 2024 non ha generato un decreto, ma ha cambiato la prassi interpretativa. Da quel momento ADM chiede la prova della catena di concessione nelle 48 ore precedenti e successive al rinnovo, ha ristretto il targeting under-25 all’8% per nuovi placement, e tratta il registro pubblico come unica fonte di verità. I network che vendono placement “ADM-compliant” senza fornire il numero di concessione sono in default rifiutato, non accettato.
Come verifico la concessione ADM di un operatore prima di lanciare una campagna?
Il registro pubblico ADM è la fonte unica. Bisogna verificarlo almeno 48 ore prima del lancio, durante la campagna ogni due settimane, e 48 ore prima di ogni rinnovo. Su Sisal, Snai, Lottomatica ed Eurobet il rischio rotazione è minimo. Sui 90 operatori più piccoli del registro la situazione cambia ogni trimestre. L’API non esiste, lo scraping è manuale — va accettato come costo operativo, non come scorciatoia da saltare.
Qual è la soglia di targeting under-25 ammessa per le campagne iGaming ADM nel 2026?
Dopo il consultation ADM 2024, la soglia è scesa al 15% grandfathered per i placement attivi da almeno dodici mesi, e all’8% per i nuovi placement. Il dato sull’audience under-25 deve produrlo il publisher per iscritto. Se il publisher rifiuta di fornirlo, significa quasi certamente che la quota supera la soglia. La documentazione va archiviata per cinque anni, pari alla prescrizione delle sanzioni ADM sulla pubblicità rivolta a minori.
Perché i call-to-action aggressivi sui creative iGaming italiani hanno smesso di funzionare nel 2026?
I network hanno imposto filtri creative-side in risposta alla nuova prassi interpretativa ADM. Su popunder iGaming Milano il tasso di conversione a deposito qualificato è sceso dall’1,4% del 2024 a un intervallo tra 0,9% e 1,1% nel primo trimestre 2026. La cifra esatta del bonus su landing di terze parti è fuori dal perimetro ammissibile dal Decreto Dignità; la promessa generica resta ammessa. La differenza sta nel claim, non nel formato.
Cosa rischio se giro una campagna per un operatore che entra in finestra di rinnovo concessione?
Se durante il rinnovo il registro non mostra la concessione attiva, anche per pochi giorni, la campagna è irregolare. ADM tratta lo stato del registro come la fonte di verità, non lo stato amministrativo interno dell’operatore. Uno degli scenari che ho visto costare 12.000 euro di sanzione riguardava una finestra di 11 giorni in cui il registro risultava non aggiornato. La verifica ogni due settimane a campagna in corso non è prudenza eccessiva, è il minimo sindacale.
Il CPL effettivo su iGaming italiano è davvero salito a circa 95 euro nel 2026?
Sì, sulla base dello stesso pattern di budget. Un affiliato che nel 2024 spendeva 15.000 euro al mese su iGaming italiano popunder e generava 210 conversioni, nel 2026 ne genera tra 135 e 165 sullo stesso pattern. Il CPL effettivo è salito da circa 71 euro a circa 95 euro. Per molti operatori questo ha riportato la matematica dell’affiliato sotto la soglia di rendimento del marketing diretto, il che spiega perché alcuni programmi affiliate italiani hanno ridotto le commissioni revshare.